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Corriere dello Sport | In vasca, l’Italia ha già vinto in partenza

A Rio c’è chi ha già vinto ancora prima di cominciare, ed è un’eccellenza italiana: Myrtha Pools.
Azienda fondata nel 1961 e oggi riconosciuta leader di settore in Europa e nel mondo, soprattutto negli Stati Uniti, in Australia e Nuova Zelanda.

L’idea è di quelle rivoluzionarie: realizzare piscine in acciaio inox –invece che in cemento armato- e, quando occorre, costruirle in modo temporaneo, mantenendo un’incredibile velocità di installazione e costi di manutenzione molto ridotti.
Senza dimenticare le prestazioni degli atleti, come ci ricordano i tanti record registrati in queste vasche che, grazie alla Tecnologia Myrtha, possono vantare precisioni incredibili.

Negli imminenti Giochi Olimpici di Rio saranno ben 18 le vasche costruite dall’azienda italiana, confermando un trend di crescita che ebbe inizio nel 1996 ad Atlanta, quando Myrtha Pools installò la sua prima vasca olimpica.
Una vasca anche a Pechino nel 2008, mentre la svolta arrivò a Londra quando l’interesse per il lato green prese piede e Myrtha Pools realizzò ben 7 vasche olimpiche.

“Perché, oltre alla qualità e alle prestazioni –racconta Annalisa Colletto, figlia del fondatore e impegnata nel marketing dell’azienda- uno dei plus più importanti di queste piscine è l’attenzione verso l’ambiente, con materiali e sistemi di filtrazione studiati ad hoc”.

E il futuro è più roseo che mai: “Saremo sicuramente presenti ai mondiali di nuoto che si terranno a Budapest nel 2017 e stiamo cercando di entrare tra i potenziali fornitori delle Olimpiadi di Tokio 2020 e, proprio per questo importante appuntamento, incontreremo a Rio una delegazione giapponese, che avrà la possibilità di conoscere da vicino i punti di forza delle nostre piscine”.

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