Piscine e Protocolli LEED/BREEAM: come ottenere crediti per la certificazione
Integrare una piscina in un progetto orientato alla sostenibilità può sembrare, a prima vista, una sfida complessa. Una struttura acquatica richiede acqua, energia, impianti tecnici, materiali specifici e una gestione attenta nel tempo. Per questo motivo, in molti progetti certificati, la piscina viene ancora percepita come un possibile ostacolo al raggiungimento di una certificazione LEED o di una certificazione BREEAM.
In realtà, la prospettiva può essere diversa.
Se progettata fin dall’inizio con criteri di efficienza, durabilità e controllo dei consumi, una piscina può contribuire alla strategia ambientale complessiva dell’edificio. Il suo impatto non dipende solo dalla presenza dell’acqua, ma dalle soluzioni tecniche adottate, dalla scelta dei materiali, dalla gestione degli impianti e dalla documentazione disponibile per dimostrare le prestazioni del progetto.
In questo senso, piscine sportive, spazi wellness, vasche per hotel e resort, parchi acquatici e impianti pubblici possono diventare parte attiva del percorso di certificazione. I contributi più rilevanti riguardano quattro ambiti principali: efficienza idrica, prestazioni energetiche, materiali documentati e innovazione.
In sintesi
Una piscina può contribuire a un progetto LEED o BREEAM se viene progettata fin dall’inizio con criteri di efficienza idrica, prestazioni energetiche, materiali documentati e strategie di innovazione. I crediti non sono attribuiti automaticamente alla piscina, ma al progetto nel suo complesso. Per questo sono fondamentali la scelta delle tecnologie, la documentazione tecnica e il coordinamento con il consulente LEED AP o BREEAM Assessor.
LEED e BREEAM: cosa sono e come funzionano
Prima di capire in che modo una piscina può supportare il raggiungimento di crediti, è utile chiarire il significato dei due principali protocolli internazionali.
La certificazione LEED, acronimo di Leadership in Energy and Environmental Design, è uno dei sistemi di valutazione più conosciuti al mondo per gli edifici sostenibili. Il protocollo, sviluppato da USGBC, si basa su prerequisiti obbligatori e crediti opzionali ed è applicato anche in Italia attraverso GBC Italia. Il punteggio ottenuto dal progetto determina il livello finale della certificazione: Certified, Silver, Gold o Platinum.
Per chi si chiede che cosa sia il certificato LEED, il concetto può essere riassunto così: è un riconoscimento che misura e verifica le prestazioni ambientali di un edificio secondo criteri condivisi, dalla gestione dell’acqua all’energia, dai materiali alla qualità degli spazi interni.
In termini semplici, la certificazione LEED valuta quanto un edificio sia sostenibile sulla base di criteri misurabili, mentre BREEAM misura la performance ambientale del progetto attraverso categorie pesate e verifiche indipendenti.
BREEAM, acronimo di Building Research Establishment Environmental Assessment Method, è un protocollo nato nel Regno Unito e oggi diffuso anche in Europa, in particolare per edifici commerciali, strutture hospitality, complessi sportivi e progetti di grandi dimensioni. Anche in questo caso, la valutazione si basa su diverse categorie ambientali, con un sistema di pesi e punteggi che misura la qualità complessiva del progetto.
Accanto a LEED e BREEAM, in alcuni progetti può entrare in gioco anche il protocollo WELL, più focalizzato sul benessere delle persone, sulla qualità degli ambienti interni e sull’esperienza degli utenti. WELL non sostituisce LEED o BREEAM, ma può essere complementare, soprattutto in spazi dove salute, comfort e attività fisica hanno un ruolo centrale.
In tutti questi sistemi, la gestione dell’acqua e dell’energia ha un peso particolarmente importante. Proprio qui una piscina progettata correttamente può incidere: non come elemento penalizzante, ma come parte misurabile della performance ambientale dell’edificio.
In quale categoria LEED contribuisce una piscina e con quanti punti
Una piscina non genera automaticamente crediti LEED. Il contributo dipende dal rating system utilizzato, dalla versione del protocollo, dalla tipologia di edificio, dagli obiettivi del progetto e dalla documentazione tecnica disponibile.
Per questo motivo, i punti indicati di seguito non devono essere letti come punti attribuibili direttamente alla piscina. Si tratta del punteggio massimo delle categorie LEED in cui una struttura acquatica può contribuire, se inserita correttamente nella strategia di certificazione dell’edificio.
Nel sistema LEED BD+C, le categorie più rilevanti per una piscina sono in genere Water Efficiency, Energy and Atmosphere, Materials and Resources, Indoor Environmental Quality, Innovation e, in alcuni casi, Sustainable Sites. Il contributo effettivo deve sempre essere verificato dal team di progettazione e dal consulente LEED AP in base al progetto specifico.
Water Efficiency: efficienza idrica
Categoria fino a 11 punti
La categoria Water Efficiency, efficienza idrica, è una delle più importanti per una struttura acquatica. In questo ambito, una piscina può supportare il raggiungimento di crediti attraverso soluzioni che riducono il consumo d’acqua, migliorano il controllo delle perdite e ottimizzano la gestione del sistema.
In un progetto con piscina, gli aspetti più rilevanti possono includere il contenimento delle dispersioni d’acqua, la qualità dell’impermeabilizzazione, l’efficienza dei sistemi di ricircolo e filtrazione, la riduzione dei rabbocchi, il monitoraggio dei consumi e la gestione corretta dell’acqua in fase operativa.
Una piscina realizzata con sistemi industrializzati e componenti ad alta precisione può offrire vantaggi significativi rispetto a soluzioni più tradizionali, soprattutto in termini di controllo, durabilità e prevedibilità delle prestazioni. Questo è un punto centrale per chi vuole capire la certificazione LEED come ottenerla in presenza di una struttura acquatica.
Energy and Atmosphere: energia e atmosfera
Categoria fino a 33 punti
La categoria Energy and Atmosphere, energia e atmosfera, valuta l’efficienza energetica dell’edificio e dei suoi sistemi tecnici. Nel caso di una piscina, il controllo della temperatura dell’acqua, la ventilazione degli ambienti indoor, la filtrazione e il trattamento dell’aria richiedono una progettazione particolarmente accurata.
Una piscina può supportare la strategia energetica del progetto quando integra soluzioni pensate per ridurre dispersioni, evaporazione, carichi impiantistici e fabbisogno energetico complessivo. Tra gli elementi più rilevanti rientrano le coperture per limitare le dispersioni termiche e l’evaporazione, i sistemi di sfioro e ricircolo efficienti, gli impianti coordinati con la gestione energetica dell’edificio e le scelte progettuali che riducono la necessità di manutenzione straordinaria.
Per le piscine indoor, evaporazione, umidità e trattamento dell’aria influenzano direttamente il consumo energetico dell’edificio. Una progettazione integrata consente di valutare questi aspetti fin dalle prime fasi, evitando soluzioni aggiunte in seguito e difficili da documentare.
Materials and Resources: materiali e risorse
Categoria fino a 13 punti
La categoria Materials and Resources, materiali e risorse, riguarda la selezione dei materiali, il loro ciclo di vita, la durabilità, la possibilità di riuso e la gestione delle risorse impiegate nella costruzione.
Per una piscina, questa categoria è particolarmente interessante. I materiali utilizzati nella vasca e nei suoi componenti possono supportare la strategia complessiva del progetto, soprattutto quando sono documentati, durevoli, tracciabili e progettati per ridurre interventi di sostituzione nel tempo.
Le tecnologie modulari in acciaio inox, per esempio, possono offrire vantaggi legati alla prefabbricazione, alla precisione dei componenti, alla riduzione delle lavorazioni in cantiere e alla gestione più efficiente dei materiali. Anche i sistemi di impermeabilizzazione, le membrane e gli accessori tecnici possono rientrare nella valutazione, a condizione che siano accompagnati da documentazione tecnica coerente con i requisiti del protocollo.
In questa categoria, il punto non è solo scegliere un materiale “sostenibile” in senso generico. È dimostrare, con dati e schede tecniche, che ogni componente contribuisce a una costruzione più efficiente, controllata e duratura.
Indoor Environmental Quality: qualità dell’ambiente interno
Categoria fino a 16 punti
La categoria Indoor Environmental Quality, qualità dell’ambiente interno, riguarda la qualità degli spazi interni. Nel caso delle piscine coperte, comfort, qualità dell’aria, umidità, luce e percezione dello spazio incidono direttamente sull’esperienza degli utenti.
Le scelte relative alla vasca possono supportare questa categoria quando favoriscono una migliore gestione dell’umidità, una riduzione dell’evaporazione, ambienti più salubri e controllabili, una maggiore qualità percettiva dello spazio e una migliore integrazione tra piscina, impianti e architettura.
In questo ambito, la piscina diventa parte del comfort complessivo dell’edificio. Non è solo un elemento tecnico, ma uno spazio che influenza benessere, sicurezza e qualità dell’esperienza.
Sustainable Sites: siti sostenibili
Categoria fino a 10 punti
La categoria Sustainable Sites, siti sostenibili, può essere rilevante in particolare per piscine outdoor, centri acquatici, resort e parchi acquatici. Il contributo dipende dal rapporto tra l’intervento e il contesto: gestione delle superfici, impatto sul sito, drenaggio, accessibilità e integrazione con il paesaggio.
Una piscina può essere parte di una strategia più ampia quando il progetto considera l’uso responsabile del suolo, la gestione delle acque meteoriche, la riduzione dell’impatto del cantiere e la relazione con gli spazi esterni.
In questo caso, non è la vasca da sola a generare valore, ma il modo in cui viene integrata nel progetto generale.
Innovation: innovazione
Categoria fino a 6 punti
La categoria Innovation, innovazione, premia soluzioni che introducono strategie progettuali particolarmente avanzate o prestazioni superiori rispetto ai requisiti standard.
Per le piscine, questa categoria può essere rilevante quando il progetto dimostra un approccio innovativo alla sostenibilità, alla modularità, alla circolarità, al riuso dei materiali o alla riduzione dell’impatto complessivo del ciclo di vita.
Un esempio concreto è quello delle piscine temporanee realizzate per i grandi eventi sportivi e successivamente smontate, trasferite e reinstallate in altre comunità. In questi casi, la piscina non è più solo un’infrastruttura legata a un evento, ma diventa un asset riutilizzabile, capace di prolungare il proprio valore nel tempo.
Come le tecnologie Myrtha sono mappate sui protocolli LEED e BREEAM
Uno degli aspetti più complessi nei progetti orientati alla certificazione non è solo scegliere le soluzioni tecniche corrette, ma dimostrarne il contributo all’interno del protocollo.
Per questo Myrtha Pools ha sviluppato una mappatura delle proprie tecnologie sui protocolli LEED, BREEAM e Green Star. Questo significa che progettisti, architetti, consulenti LEED AP, sviluppatori e gestori non devono partire da zero nell’analisi del contributo della piscina: possono fare riferimento a una documentazione tecnica già strutturata, pensata per collegare i componenti della vasca alle categorie e ai crediti dei principali standard internazionali.
È importante chiarire un punto: né LEED né BREEAM certificano un singolo prodotto o una singola tecnologia in modo isolato. La certificazione riguarda il progetto nel suo complesso. Per questo è più corretto parlare di tecnologie che possono supportare il raggiungimento di crediti, se inserite correttamente nella valutazione complessiva dell’edificio e accompagnate dalla documentazione richiesta.
La mappatura Myrtha riguarda diversi elementi del sistema, tra cui pannelli modulari in acciaio inox, sistemi di impermeabilizzazione Myrtha Evolution, sistemi di copertura, canale di sfioro brevettato, accessori e soluzioni per l’efficienza della piscina.
Questi componenti possono supportare, a seconda del progetto e della documentazione richiesta, il raggiungimento di crediti nelle categorie legate ad acqua, energia, materiali, qualità degli ambienti e innovazione. La disponibilità di report tecnici scaricabili dalla pagina dedicata agli edifici sostenibili consente ai team di progettazione di integrare più facilmente la piscina nella strategia di certificazione.
Questo approccio è utile per diverse tipologie di progetto: dalle piscine sportive agli impianti per il settore hospitality, dalle strutture wellness alle piscine ludiche. In tutti questi contesti, la piscina può avere un ruolo centrale nell’esperienza dell’utente, ma deve essere progettata con attenzione per non diventare un punto critico dal punto di vista ambientale.
Un caso significativo è quello delle piscine delle Olimpiadi di Parigi 2024. Le vasche temporanee realizzate per l’evento sono state progettate per essere smontate e reinstallate dopo i Giochi, con un riutilizzo previsto dell’80% dei materiali. È un esempio concreto di circolarità applicata a un’infrastruttura sportiva: una soluzione che riduce lo spreco, prolunga la vita utile dei componenti e può supportare strategie riconducibili alle categorie Innovation e Materials and Resources, se correttamente documentata all’interno del progetto certificato.
In questo senso, l’approccio Myrtha alla sostenibilità non si limita alla scelta dei materiali, ma riguarda l’intero ciclo di vita della piscina: progettazione, costruzione, utilizzo, manutenzione, possibile riuso e documentazione tecnica.
Per approfondire, consulta la pagina dedicata alla mappatura delle tecnologie Myrtha sui protocolli LEED, BREEAM e Green Star e scopri le soluzioni innovative sviluppate per rendere le strutture acquatiche più efficienti e sostenibili.
Come ottenere la certificazione LEED con una struttura acquatica: le fasi operative
Ottenere una certificazione LEED con una piscina o uno spazio wellness richiede metodo. La piscina deve essere considerata fin dall’inizio come parte del progetto ambientale dell’edificio, non come un elemento da integrare quando le scelte principali sono già state fatte.
Il primo passaggio è la registrazione del progetto sulla piattaforma prevista dal protocollo, come LEED Online o gli strumenti indicati da GBC Italia a seconda del contesto. In questa fase viene definito il sistema di rating più adatto e vengono individuati i crediti potenzialmente perseguibili.
Il secondo passaggio è l’analisi dei crediti legati alla piscina. Il team di progettazione, insieme al consulente LEED AP, valuta quali categorie possono essere interessate: acqua, energia, materiali, qualità degli ambienti interni, innovazione. È qui che la documentazione tecnica dei componenti diventa decisiva.
Il terzo passaggio è l’integrazione dei requisiti nella progettazione. Molti crediti non possono essere costruiti a posteriori, perché richiedono scelte progettuali, specifiche tecniche e sistemi di monitoraggio definiti prima della realizzazione. Una piscina non può essere “retrocertificata” se mancano dati, schede, calcoli o evidenze richieste dal protocollo.
Il quarto passaggio riguarda la fase di costruzione. Durante il cantiere, è necessario raccogliere e conservare la documentazione utile: materiali utilizzati, schede tecniche, dichiarazioni, dati di installazione, eventuali certificazioni e informazioni sui sistemi impiantistici.
Il quinto passaggio è il commissioning degli impianti, particolarmente importante per piscine indoor, centri sportivi e strutture wellness. Il commissioning consente di verificare che gli impianti funzionino come previsto e che le prestazioni progettate siano effettivamente raggiungibili in esercizio.
Infine, il progetto viene sottoposto alla revisione dell’ente competente, con la documentazione necessaria per dimostrare il raggiungimento dei prerequisiti e dei crediti selezionati.
In questo percorso, il ruolo del LEED AP è centrale. Questa figura coordina il processo, interpreta i requisiti del protocollo, supporta il team nella scelta dei crediti e verifica che la documentazione sia coerente con gli obiettivi di certificazione.
È importante chiarire anche un aspetto spesso frainteso: i crediti LEED non vanno considerati come elementi generici e sempre validi. Devono essere verificati rispetto alla versione del rating system, alle scadenze di registrazione e certificazione applicabili e alle regole in vigore al momento del progetto. Per questo è essenziale pianificare il processo fin dall’inizio e mantenere una documentazione ordinata durante tutte le fasi.
La piscina come asset di certificazione, non come ostacolo
Una piscina non deve essere considerata automaticamente un elemento critico per la certificazione ambientale di un edificio. Al contrario, se progettata con tecnologie efficienti, materiali documentati e una visione integrata, può supportare il raggiungimento di crediti LEED e BREEAM nelle categorie più rilevanti: acqua, energia, materiali e innovazione.
Il presupposto è agire nel momento giusto. Le scelte tecniche devono essere fatte in fase di progettazione iniziale, quando è ancora possibile definire materiali, sistemi, impianti, strategie di gestione e documentazione. Intervenire dopo significa spesso perdere opportunità di credito o rendere più complesso il lavoro di verifica.
Myrtha Pools supporta progettisti, consulenti e developer con una mappatura delle proprie tecnologie sui principali protocolli internazionali, semplificando l’integrazione della piscina nei progetti orientati alla sostenibilità. Questo permette di affrontare la certificazione con maggiore chiarezza e di valorizzare il contributo reale della struttura acquatica.
In un centro sportivo, in un hotel, in un resort o in un impianto pubblico, una piscina progettata correttamente può essere molto più di una funzione aggiuntiva: può diventare un asset strategico per il benessere degli utenti, per la qualità dell’edificio e per il raggiungimento degli obiettivi ambientali del progetto.
Per valutare il contributo di una piscina Myrtha al tuo percorso di certificazione, contatta il nostro team tecnico: richiedi una consulenza.
Lastmod 2026-06-25 by Myrtha