Giornata Mondiale della Prevenzione dell’Annegamento: Minisini e Myrtha per la sicurezza in acqua

In occasione della Giornata Mondiale della Prevenzione dell’Annegamento, l’atleta olimpico di nuoto artistico Giorgio Minisini ha incontrato i ragazzi e le ragazze dell’associazione Aole al centro Aquamore di Ghedi, in provincia di Brescia. L’iniziativa, promossa insieme a Myrtha Pools, ha unito sport, sicurezza in acqua e inclusione, richiamando l’attenzione sull’importanza del nuoto come competenza essenziale per sviluppare confidenza con l’acqua e viverla in maggiore sicurezza.

Protagonisti della mattinata sono stati Giorgio Minisini, i giovani atleti di Aole e Myrtha Pools, azienda italiana che ha fornito le piscine per sei edizioni dei Giochi Olimpici e Global Partner di World Aquatics dal 2009.

La giornata si è aperta con una lezione a secco condotta da Minisini, seguita da una sessione in acqua e da un’esibizione di nuoto artistico che ha coinvolto direttamente i ragazzi e le ragazze di Aole, associazione bresciana impegnata nell’inclusione sportiva di bambini e giovani con disabilità intellettive. All’attività hanno assistito anche numerose giovani nuotatrici artistiche del team di Aquamore.

L’iniziativa ha voluto trasmettere un messaggio fondamentale: imparare a nuotare non significa soltanto praticare uno sport, ma acquisire una competenza che può salvare la vita.

«Da sempre credo che l’acqua sia uno straordinario strumento di inclusione, ed è per questo che essere qui oggi ha per me un significato speciale. Saper nuotare non è solo praticare uno sport: è una competenza che può salvare la vita. Come Ambassador di World Aquatics sono orgoglioso di sostenere l’iniziativa di Myrtha Pools perché investire in impianti pubblici moderni, sicuri e accessibili significa dare a sempre più persone l’opportunità di acquisire confidenza con l’acqua e contribuire concretamente alla prevenzione degli annegamenti», ha detto a margine dell’evento Giorgio Minisini, atleta olimpico.

Il messaggio emerso durante la giornata va però oltre il singolo evento. Perché l’apprendimento del nuoto sia realmente accessibile, servono impianti pubblici moderni, sicuri e accoglienti, capaci di rispondere alle esigenze di bambini, famiglie, adulti e persone con differenti abilità.

È una visione condivisa anche da Aquamore, che sviluppa e gestisce centri acquatici pensati non soltanto per l’attività sportiva, ma anche come luoghi di educazione, socialità e sicurezza per il territorio.

«Un centro acquatico non è soltanto un luogo dove si pratica sport: è uno spazio di educazione, inclusione e sicurezza per tutta la comunità. È questa la visione con cui Aquamore sviluppa i propri impianti: strutture accessibili, moderne e accoglienti, dove bambini, famiglie e adulti possano imparare a nuotare, vivere l’acqua in sicurezza e costruire un rapporto positivo con essa lungo tutto l’arco della vita», ha dichiarato Matteo Melzi, Direttore Generale di Aquamore.

Per i ragazzi e le ragazze di Aole, l’incontro ha rappresentato inoltre un’occasione per vivere l’acqua come uno spazio in cui sviluppare autonomia, fiducia e relazioni, condividendo l’esperienza con uno dei protagonisti del nuoto artistico internazionale.

«Per i ragazzi di Aole l’acqua è uno spazio dove le barriere si attenuano e ciascuno può esprimersi secondo le proprie capacità. Le attività acquatiche non favoriscono solo il benessere fisico, ma aiutano a sviluppare autonomia, fiducia in sé stessi e relazioni con gli altri. Condividere questa esperienza con un campione come Giorgio Minisini rappresenta un’opportunità preziosa e un ricordo che porteranno con sé per molto tempo», ha commentato Marco Cole, coach di Aole ASD.

L’iniziativa di Ghedi si inserisce nel più ampio impegno internazionale che Myrtha Pools porta avanti insieme a World Aquatics per favorire l’accesso al nuoto e promuovere la cultura della sicurezza in acqua.

Tra i progetti più recenti rientra quello realizzato a Grenada nell’ambito di Pools for All, il programma nato per contribuire a colmare il divario infrastrutturale nei Paesi privi di impianti acquatici adeguati.

Sull’isola caraibica, Myrtha Pools ha fornito la tecnologia per la costruzione della prima piscina nazionale da 25 metri, in collaborazione con World Aquatics, la Grenada Amateur Swimming Association e il Comitato Olimpico locale. Il nuovo impianto è stato pensato per offrire ai bambini e alle future generazioni un luogo sicuro in cui imparare a nuotare, partecipare a programmi strutturati e acquisire competenze fondamentali per la sicurezza in acqua. Se in Paesi come Grenada la sfida è costruire strutture dove non sono mai esistite, in molte altre aree del mondo la priorità è preservare il patrimonio di piscine pubbliche già presente sul territorio.

Quando chiude una piscina, infatti, una comunità non perde soltanto uno spazio dedicato allo sport. Si riducono anche le opportunità di imparare a nuotare, praticare attività fisica e vivere l’acqua in un ambiente controllato e accessibile. Il problema è particolarmente evidente in Australia, dove quasi il 40% delle piscine pubbliche rischia di arrivare alla fine della propria vita operativa entro il 2030, secondo Royal Life Saving Society Australia.

Anche in Italia, molti degli impianti comunali costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta devono oggi affrontare costi di gestione crescenti e interventi di manutenzione sempre più complessi. La progressiva chiusura di queste strutture di prossimità non incide soltanto sulla possibilità di praticare attività sportiva, ma rischia di limitare l’accesso diffuso all’apprendimento del nuoto e all’attività fisica in acqua, soprattutto per i più giovani e nei territori con una minore offerta alternativa.

Per questo Myrtha Pools continua a richiamare l’attenzione di amministrazioni e gestori sull’importanza di preservare e rinnovare gli impianti esistenti. Attraverso tecnologie come RenovAction, le piscine possono essere riqualificate e modernizzate, prolungandone la vita utile e limitando la necessità di interventi di demolizione e ricostruzione. Dalla realizzazione di nuovi impianti alla rigenerazione delle piscine pubbliche esistenti, l’obiettivo rimane lo stesso: offrire a un numero sempre maggiore di persone luoghi sicuri, accessibili e duraturi in cui imparare a nuotare e costruire un rapporto positivo con l’acqua.

Crediti della prima foto: Tsutomu Kishimoto - World Aquatics
Crediti della seconda foto: World Aquatics

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